Ci sono le divise fluo della Protezione Civile, i mezzi dei Vigili del Fuoco con il camion per l'allestimento del campo base per le ricerche degli scomparsi nella piazza della chiesa di Gorla Minore questa sera, lunedì. Da lì partiranno le ricerche in massa da subito, decine gli uomini e le donne impegnate per Pietro Altavilla, il 57enne di Gorla Maggiore che non dà sue notizie ai propri familiari da mercoledì scorso, 24 aprile. Dopo i primi accertamenti da parte dei Carabinieri di Saronno si è deciso di attivare il protocollo provinciale per la ricerca degli scomparsi. Pietro ha bisogno delle sue medicine, ha subito un trapianto in passato e per questo corre rischia seri. Le ricerche si concentreranno nei paesi e in Valle Olona, tra le grandi aree industriali abbandonate. La famiglia non smette di cercarlo e spera di riabbracciarlo presto.
http://www3.varesenews.it/gallerie/index.php?id=14751
Anche il nostro gruppo di Protezione Civile è impegnato nelle ricerche.
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martedì 30 aprile 2013
venerdì 26 aprile 2013
Scomparso un 57enne a Gorla Maggiore.
Un 57enne di Gorla Maggiore è scomparso da oltre 48 ore. Si
tratta di Pietro Altavilla, uscito di casa attorno alle 13 di
mercoledì non vi ha più fatto ritorno. L'uomo è sposato e ha due figlie, prima
di uscire a piedi non ha detto dove sarebbe andato.
Pietro Altavilla è
alto 170 cm, ha i capelli brizzolati e gli occhi verdi, corporatura
magra. Al momento della scomparsa vestiva con
pantaloni marroni con tasche laterali e un maglione verde. Necessita di medicine
di vitale importanza. Chiunque l'abbia visto avvisi il 112.
Il Gruppo di Protezione Civile di Solbiate Olona sta partecipando da ieri alle ricerca in collaborazione con il gruppo di Gorla Maggiore.
martedì 23 ottobre 2012
Resoconto esercitazione 20-21 ottobre
Si è conclusa positivamente l’esercitazione che ha visto
coinvolto i volontari del gruppo di Protezione Civile di Solbiate Olona durante
lo scorso fine settimana (20-21 ottobre), che ha avuto una duplice finalità: da
un lato quella di mantenere l’allenamento sulle procedure operative standard
nelle operazioni di emergenza, e dall’altro di formare e rendere autonomi i
nuovi iscritti.
L’esercitazione, svolta come al solito all’interno dell’area
esercitazione e in parte lungo il corso del Fiume Olona, si è sviluppata su
diversi scenari.
La mattinata di sabato è stata dedicata al rischio
idrogeologico, all’interno del quale si è potuto testare la funzionalità della
squadra operativa in tale contesto e dei mezzi a disposizione. La motopompa in
dotazione è stata quindi ampiamente utilizzata sia dai volontari “anziani” che
dai nuovi, al fine di trasferire tutte le conoscenze relative all’utilizzo
della stessa.
Il pomeriggio è proseguito con l’allestimento di un campo
base, nel quale sono state montate le 3 tende a nostra disposizione: una Ferrino
da 6 posti e due tende ministeriali P88. In questo scenario c’è stata anche l’occasione
di organizzare una piccola gara interna tra 2 squadre di 4 volontari ciascuna, sul
montaggio delle tende ministeriali. La gara è stata vinta dalla squadra del
Coordinatore e dei tre nuovi iscritti, battendo sul tempo la squadra del
Vice-Coordinatore. In ogni caso, occorre premiare il tempo in cui sono state
montate le tende: circa 40 minuti! Non abbiamo ancora i tempi delle squadre
degli alpini (i migliori in questi campo), ma considerando la poca esperienza,
ci possiamo comunque ritenere su buoni livelli.
All’interno delle tende sono stati quindi montati gli impianti elettrici e di riscaldamento acquistati attraverso il bando provinciale. In tal modo il Comune di Solbiate Olona dispone in caso di emergenza di almeno 22 posti letto pronti nell’arco di un paio d’ore.
Il giusto momento di rilassamento è arrivato durante la grigliata e la cena in compagnia: momento di pausa ma anche occasione di consolidare i rapporti interni al gruppo.
Questo l’ultimo scenario della serata, in parte programmato
ed in parte a sorpresa.
Arrivano i mezzi di soccorso, scendono i volontari, alcuni distendono
le manichette e cominciano a spegnere l’incendio che ormai ha avvolto l’autovettura,
altri delimitano e mettono in sicurezza lo scenario.
97 secondi sono trascorsi dall’arrivo dei mezzi allo
spegnimento dell’incendio. Si controlla l’interno dell’autovettura: c’è un
ferito, ma anche una bombola nel baule. Subito alcuni volontari si apprestano a
recuperare una barella, mentre altri, dopo aver opportunamente raffreddato la
bombola, la allontano in zona di sicurezza. Per estrarre il ferito occorre utilizzare
la troncatrice a motore a disposizione (dono della ditta Stihl), al fine di
aprire il tetto della vettura e lavorare in situazione di sicurezza.
Tale scenario non rappresenta certo la normalità degli
interventi nei quali noi siamo chiamati
ad agire, ma l’effetto scenico di grande effetto, e l’impiego di un buon numero
di volontari è servito a valutare in situazioni di emergenza e di stress per i
volontari l’effettiva capacità di coordinarsi in gruppo, mantenendo ciascuno il
proprio ruolo.
La notte viene passata al campo base.
La mattina di domenica ulteriore esercitazione: ricerca di
un disperso. Viene fornito un punto GPS, e subito partono le procedure di
ricerca. Si raggiunge l’area dell’ultima segnalazione, e si comincia a rastrellare
la zona, dapprima in un’area delimitata, allargando via via le ricerche. Viene
rinvenuto il ferito (il solito manichino) nell’alveo del fiume Olona. Si attiva
la squadra di soccorso tecnico, che monta una teleferica utilizzando il cavo
del verricello del Defender, ed in situazioni di sicurezza cala una brandina
per raccogliere il ferito e trasportarlo a terra verso i soccorritori. Anche in
questo caso l’operazione viene conclusa senza problemi, anche se nelle varie
operazioni di recupero, il soccorritore si dimentica di portare con sé la
maniglia che gli consente di risalire dopo l’intervento. L’occasione viene
quindi colta per un’ulteriore esercitazione: approfittando della dimenticanza
di uno strumento fondamentale, si coglie l’occasione per impiegare un’altra
metodica spesso utilizzata nell’ambito del soccorso. Si predispone un cordino e
si lo si utilizza come maniglia con la tecnica del nodo marchand.
La presenza di Stefania e di Kiba, appartenenti al gruppo
cinofilo di Zona 3, ci da inoltre l’occasione di collaborare in un nuovo
scenario di ricerca persona, questa volta in collaborazione con la squadra cinofila.
Stefania spiega ai volontari i comportamenti da tenere nello svolgimento di
tale attività con la presenza di cani adeguatamente addestrati, e i corretti
movimenti da portare avanti per non disturbare l’attività di Kiba, che si dimostra
molto brava, seppur ancora giovane e inesperta, in quanto non appena arrivata
nel raggio di presenza del volontario nascosto per l’occasione, subito lo
individua e lo segnala al suo conduttore.
Concludendo la giornata non rimane altro che cimentarsi un
po’ con qualche salita e discesa su corda, per testare l’attrezzatura speleo,
prima di smontare il campo base e riportare tutto il materiale in magazzino.
Esercitazione di grande intensità che verrà ripetuta, magari
con altri scenari, quanto prima, con l’unica differenza che non vi sarà alcuna
pianificazione a priori, ma il tutto verrà organizzato con scenari a sorpresa.
venerdì 23 marzo 2012
Esercitazione Lucensis 2012 - Lucca
Più di 1000 sono stati i volontari impegnati nell'esercitazione di protezione civile, Lucensis 2012, organizzata dall'associazione Prociv Lucca con il Patrocinio del Presidente del Senato della Repubblica, del Presidente della Camera dei Deputati, del Comune di Lucca e della Provincia.
Dal 16 al 18 marzo la città e il territorio di Lucca sono state protagoniste della simulazione di uno spaventoso evento sismico e allo scattare dell'ora "X" centinaia di mezzi e uomini si sono attivati da tante località italiane attivate per prestare soccorso alla popolazione colpita. In quest’occasione la Città di Lucca è diventata virtualmente "la capitale" del volontariato di protezione civile. Per i volontari provenienti da tutto il territorio nazionale, è stata una grande occasione di conoscenza reciproca ed un’occasione per testare le varie capacità operative e di risposta al sistema di protezione civile e non da ultimo anche un significativo momento di aggregazione.
Sono state oltre 70 le diverse prove simulate che sono state testate sul campo quali l'evacuazione del Teatro del Giglio, dello Stadio Porta Elisa, di alcuni edifici scolastici, nonché la ricerca di persone scomparse, in superficie e sotto macerie, e l’uso delle idrovere. Tra le tante unità accorse alla virtuale chiamata di soccorso sono intervenuti anche i Volontari della Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Carabinieri della Provincia di Cuneo presenti con unità logistiche e 13 unità cinofile altamente specializzate in ricerca dispersi in superficie, sotto macerie e ricerca molecolare.
Diversi sono stati gli scenari proposti dagli organizzatori dell’esercitazione e che hanno visto impegnati i nostri volontari di Solbiate, i quali hanno dato prova della buona professionalità maturata con esercitazioni locali e corsi specialistici. Il nostro gruppo è stato infatti impegnato nella ricerca di persone disperse in ambienti scoscesi e sotto le macerie, ed in particolare, in maniera molto attiva, durante lo scenario di evacuazione del Teatro del Giglio, in collaborazione con le unità di soccorso medico.
La prova conclusiva svoltasi al complesso ex ospedale di Arliano ha visto la partecipazione in contemporanea di 500 volontari che hanno operato con le Unità cinofile e da ricerca con il sorvolo degli elicotteri della Polizia di Stato e dell'arma dei Carabinieri.
"Queste giornate di esercitazione - ha dichiarato il presidente dell’associazione organizzatrice l’esercitazione - sono la dimostrazione chiarissima che la Protezione civile è un settore della società italiana tra i più belli e carichi di valore che abbiamo. Un mondo fatto di uomini e donne, moltissimi giovani, che da volontari dedicano parte della propria vita, anche correndo rischi in prima persona, per salvare vite umane: l'Italia dell'azione disinteressata e della solidarietà, insomma l'Italia che ci piace".
Franco Giovagnoli, responsabile della protezione civile del Modavi, sottolinea che "centinaia di volontari, provenienti da associazioni che operano da Varese a Lecce, si sono messi alla prova per mantenere sempre alto il livello di preparazione necessario per gli interventi di emergenza a cui sono chiamati. Quella organizzata dal Modavi è la più grande operazione di esercitazione di Protezione civile italiana, che ha visto la collaborazione delle associazioni d'arma e della Polizia".
lunedì 20 febbraio 2012
Piano Provinciale per la Ricerca delle Persone Scomparse
La ricerca di persone scomparse si articola nelle seguenti fasi essenziali:
1. SEGNALAZIONE DELLA PERSONA SCOMPARSA
2. PRIMA INDAGINE DI POLIZIA
3. ATTIVAZIONE DEL PIANO DI RICERCA IN LOCO
4. COSTITUZIONE DEL POSTO DI COMANDO AVANZATO
5. PIANIFICAZIONE DELL’INTERVENTO
6. GESTIONE DELL’INTERVENTO
7. SOSPENSIONE O CHIUSURA DELLE RICERCHE
8. DEBRIEFING VALUTATIVO
Nel caso di scomparsa di una persona, occorre subito allertare gli enti preposti all’avvio del piano di ricerca. Di seguito elenchiamo i numeri H24 reperibili.
PREFETTURA – UTG Tel. 0332.80111
PROVINCIA DI VARESE – Settore Protezione Civile H24 3385097661
POLIZIA DI STATO, CARABINIERI, VIGILI DEL FUOCO, AREU, CROCE ROSSA numero unico per le emergenze 112
CORPO FORESTALE DELLO STATO 1515
Alla notifica della scomparsa, verranno convocati i vari ROS (Responsabili Operativi dei Soccorsi) per i vari enti coinvolti nella formazione del Posto di Comando Avanzato. In questa fase sarà importante la partecipazione del Coordinatore del gruppo comunale ove si verifica l’eventuale scomparsa di una persona, in quanto referente principale sul territorio, sia per la conoscenza del luogo che eventualmente anche delle abitudine della persona.
Importante è chiarire il ruolo delle varie associazioni di Protezione Civile nell’ambito delle attività di ricerca. Innanzitutto il loro coinvolgimento avviene su precise direttive del ROS, ed inoltre i vari volontari coinvolti dovranno attenersi strettamente alle direttive provenienti dal coordinamento. Inoltre ogni volontario dovrà necessariamente essere autonomo e dotato degli appositi DPI. Si consiglia inoltre una buona conoscenza della cartografia di base, ed un buon grado di allenamento in quanto l’attività di ricerca potrebbe protrarsi anche per diverse ore.
Necessaria è quindi la formazione dei volontari e lo svolgimento di esercitazioni per procedere con criterio nella ricerca di persone scomparse anche in territori e ambienti difficili.
Il piano è scaricabile in pdf dal sito della prefettura di Varese: (http://www.prefettura.it/FILES/AllegatiPag/1222/Piano%20ricerca%20persone%20scomparse%202011%20-%20Varese.pdf)
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