Si comunica che il Vice Coordinatore Devis Nardin ha rassegnato oggi le proprie dimissioni.
In accordo con il Sindaco l'attività rimane sospesa.
Il Vice Sindaco P.A. Macchi
venerdì 16 agosto 2013
mercoledì 14 agosto 2013
Commento Viganò al Comunicato Stampa del Sindaco
Riceviamo e pubblichiamo il commento di Viganò al comunicato stampa del Sindaco (troppo lungo per essere messo come commento al precedente post).
Mi piace però ricordare come un popolo spinto dalla voglia di libertà (e sottolineo che la libertà che non ha nulla a che vedere con l’anarchia, perché è intesa nel difendere i propri diritti) si sia coordinato, abbia lottato per un ideale, abbia riconquistato la sua patria, si sia organizzato in una repubblica e sia resistito per ben 40 giorni, prima che il regime dell’epoca, con duri e impari scontri, sia riuscito a riconquistare il territorio. Gli ossolani si rifugiarono nella vicina Svizzera, con la quale avevano stretto accordi, lasciando il territorio deserto e impedendo le rappresaglie minacciate. Rimane storico il comunicato che l’allora capo della provincia Enrico Vezzalini scrisse a Mussolini: "Abbiamo riconquistato l'Ossola, dobbiamo riconquistare gli Ossolani". Il regime sarebbe caduto da lì a breve, e gli ossolani rientrati in patria.
Non siamo certo a questi estremi, ma le analogie ci sono. Non vorrei vedere delle dimissioni di massa, se non prima di aver difeso in tutti i modi possibili gli ideali da sempre condivisi. Il Sindaco vuole fare piazza pulita usando la forza: che la usi e che sia in grado di portare buone motivazioni. Forse avrà un manipolo di persone a servizio, forse, ma dubito riesca ad avere persone di fiducia su cui contare nei momenti di emergenza. La forza del gruppo sta anche in questo. Qualcuno cambierà opinione? Può essere, spero di no. Voltagabbana o persone che si adattano a certe situazioni sono sempre esistite nella storia, e non mi stupirei che anche in questo caso, per ottenere qualche riconoscimento, qualcuno volti la faccia. Ma sono e rimarranno problemi loro, ed è alla loro coscienza che dovranno rendere conto.
Io sono stato cacciato per aver portato avanti una decisione condivisa dal gruppo e per aver difeso i volontari in una determinata situazione, e lo rifarei, perché quello era il mio compito.
Lei Sindaco invece si prodiga e si vanta di “risanare” questo Comune. Parliamoci chiaro, dopo il Segretario comunale, il Coordinatore della ProCiv, il tentativo di eliminare la Responsabile dell’Ufficio tecnico, a chi tocca?? Forse a qualche consigliere che ha mosso ricorso al PGT, a qualche Assessore, o al Presidente della Commissione Ecologia? E quando toccherà agli oltre 5600 cittadini che Lei dovrebbe rappresentare? Quali saranno i criteri di risanamento?? Lo scenario è inquietante…
Le frasi del Sindaco sono spesso e volentieri ad effetto, e
mirate a cercare lo scontro e creare divisioni, peccato che a volte tornino
indietro come boomerang. Queste azioni di forza del Sindaco nei confronti dei
volontari sono eccessive, così come lo sono i termini utilizzati.
“E’ giunta notizia che alcuni membri della
Protezione Civile […] abbiano in animo di attuare una specie di sciopero
bianco”. Arrivano tardi le notizie quando si fa finta di non capirle…
Più di un mese fa a seguito della riunione svoltasi l’8
luglio è comparso un post sul blog della ProCiv sottoscritto da tutti i
volontari presenti, e lei stesso, a tale proposito, affermava sulla Prealpina
del giorno seguente: “La protezione
civile è arrivata alla conclusione che auspicavo. Le competenze sono definite
dalla legge e finalmente si torna alla normalità”. A me sembra tutto molto
chiaro, in particolare che la notizia fosse già giunta.
“Un volontario se non
è d’accordo su qualcosa riguardante la sua missione smette semplicemente di
fare il volontario”. Mi sa che confonde il termine volontario con
qualcos’altro. Il Volontario è colui che mette a disposizione il proprio tempo
per qualcosa in cui crede. E quel qualcosa è la Protezione Civile. Ma se poi
arriva qualcuno che vuole trasformare la Protezione Civile in qualcos’altro,
annientando valori e significati intrinseci, allora il minimo è difendere ciò
in cui si crede. Si chiama diritto di manifestare il proprio dissenso. O questo
diritto ai volontari è negato?
“L’istituto dello
sciopero lasciamolo a quei poveretti che devono difendere il proprio posto di
lavoro”. Vorrei non commentare questa uscita infelice e priva di ogni nesso
logico col resto del comunicato, per rispetto di tutti quelli che il posto di
lavoro non ce l’hanno, o che con fatica lo tengono stretto. Ma una cosa la devo
dire, e chi sa mi capisce: non è giocando sul dare o promettere posti di lavoro
che si ottiene il rispetto e la fiducia. La dignità di una persona non dovrebbe
essere in vendita, ed è terribile sfruttare un momento di crisi così profonda
per fare i propri interessi.
“Risanamento”?? Mi
spieghi, e spieghi anche ai cittadini se oltre alle fantomatiche problematiche
sanitarie che è andato a sbandierare ai quattro venti nell’ambito delle
riunioni con i volontari, poi prontamente ritrattate nel momento in cui venivano
chieste ulteriori spiegazioni e chiarimenti a proposito (Lett. Prot. n. 5135
del 18 luglio 2013) vi sono altri focolai di infezioni anche all’interno del
gruppo. C’è qualcuno che manifesta sintomi di qualche grave malattia che
potrebbe contagiare l’intera popolazione della valle Olona?? Allora presto,
isolamento, quarantena e chiami chi di dovere! Lei è l’autorità sanitaria a
livello comunale, deve prendere i dovuti provvedimenti. Oppure come cita nella
lettera di cui sopra ritiene che alcuni volontari siano stati “contaminati dalla
passione politica”? Nel caso spieghi se è una patologia grave e come ci si deve
comportare, perché bisognerà prendere accorgimenti ad esempio anche nei
confronti di coloro che si sono ostinati a voler intitolare a certi personaggi
alcuni edifici storici solbiatesi.
Da neo-ossolano (per fortuna non esiliato, almeno per ora,
ma trasferitomi per libera scelta), amante della cultura, della tradizione e
della storia locale, non posso rimanere in silenzio soprattutto rileggendo la
frase centrale di questo comunicato stampa: “colgo
che anche nella Protezione Civile solbiatese si impone un risanamento perché
salvo alcune eccezioni essa è diventata una sorta di repubblica indipendente”.
Repubblica indipendente?? Non ci vedo nulla di male in un concetto di
repubblica, e subito mi viene un link mentale alla storia della Repubblica
Partigiana dell’Ossola.
Gli analogismi politici a cui qualcuno può vagamente pensare
non mi interessano, ma è bello vedere come la storia si ripete anche in
contesti del tutto differenti.Mi piace però ricordare come un popolo spinto dalla voglia di libertà (e sottolineo che la libertà che non ha nulla a che vedere con l’anarchia, perché è intesa nel difendere i propri diritti) si sia coordinato, abbia lottato per un ideale, abbia riconquistato la sua patria, si sia organizzato in una repubblica e sia resistito per ben 40 giorni, prima che il regime dell’epoca, con duri e impari scontri, sia riuscito a riconquistare il territorio. Gli ossolani si rifugiarono nella vicina Svizzera, con la quale avevano stretto accordi, lasciando il territorio deserto e impedendo le rappresaglie minacciate. Rimane storico il comunicato che l’allora capo della provincia Enrico Vezzalini scrisse a Mussolini: "Abbiamo riconquistato l'Ossola, dobbiamo riconquistare gli Ossolani". Il regime sarebbe caduto da lì a breve, e gli ossolani rientrati in patria.
Non siamo certo a questi estremi, ma le analogie ci sono. Non vorrei vedere delle dimissioni di massa, se non prima di aver difeso in tutti i modi possibili gli ideali da sempre condivisi. Il Sindaco vuole fare piazza pulita usando la forza: che la usi e che sia in grado di portare buone motivazioni. Forse avrà un manipolo di persone a servizio, forse, ma dubito riesca ad avere persone di fiducia su cui contare nei momenti di emergenza. La forza del gruppo sta anche in questo. Qualcuno cambierà opinione? Può essere, spero di no. Voltagabbana o persone che si adattano a certe situazioni sono sempre esistite nella storia, e non mi stupirei che anche in questo caso, per ottenere qualche riconoscimento, qualcuno volti la faccia. Ma sono e rimarranno problemi loro, ed è alla loro coscienza che dovranno rendere conto.
Io sono stato cacciato per aver portato avanti una decisione condivisa dal gruppo e per aver difeso i volontari in una determinata situazione, e lo rifarei, perché quello era il mio compito.
Lei Sindaco invece si prodiga e si vanta di “risanare” questo Comune. Parliamoci chiaro, dopo il Segretario comunale, il Coordinatore della ProCiv, il tentativo di eliminare la Responsabile dell’Ufficio tecnico, a chi tocca?? Forse a qualche consigliere che ha mosso ricorso al PGT, a qualche Assessore, o al Presidente della Commissione Ecologia? E quando toccherà agli oltre 5600 cittadini che Lei dovrebbe rappresentare? Quali saranno i criteri di risanamento?? Lo scenario è inquietante…
Chiudo con l’ultima nota, perché sono proprio stanco di
sentire la solita solfa che recita “Voglio
sottolineare che la Protezione Civile solbiatese fa capo all’Amministrazione
Comunale ed opera esclusivamente al servizio della comunità e quindi dei
cittadini, confermando che il nostro obiettivo è rispettare e far rispettare
ciò che la legge prescrive”. Signor Sindaco, una volta per tutte, mi spieghi
cosa vuol dire far rispettare la legge. Forse negli anni in cui ho coordinato
il gruppo ho commesso dei reati? Ho trascinato il gruppo o dei volontari in situazioni
rischiose o che non erano in grado di affrontare? Ho sottratto del denaro
pubblico? Ho commesso del peculato? Sono anch’io da mettere al bando come l’ex
assistente sociale?? Si ricordi che in questo caso non può più accusare le
minoranze di non aver preso opportuni provvedimenti, in quanto è stato Lei a
volermi come Coordinatore. Anche in questo caso, se ho infranto la legge,
faccia immediata segnalazione agli organi competenti (è un suo obbligo), oppure
stia zitto.
Concludendo, quello che forse il Sindaco non ha compreso è
che i ragazzi della ProCiv non stanno scioperando per riavermi come
Coordinatore, hanno capito benissimo che questa è una battaglia persa. Apprezzo
molto la fermezza del Sindaco su questo punto, e non lo dico con ironia: il
Sindaco ha fatto una scelta, mi ha sollevato dall’incarico e ha dichiarato che
qualunque cosa accada non mi rimetterà mai nel ruolo di Coordinatore, e questa
scelta la porterà fino in fondo, difendendola anche di fronte all’evidenza. Ma
caro Sindaco cerchi di comprendere che i ragazzi (intesi sempre di tutte le
età) le stanno semplicemente chiedendo di essere trattati in modo rispettoso e
onorevole, di non essere calpestati dalla sua arroganza, di fare Protezione
Civile e non servizio di sicurezza, e cerchi di apprezzare l’impegno che
mettono in questa attività. Dove trova un gruppo con così tanti giovani
disposti a lavorare il sabato e la domenica, piuttosto che gironzolare nei
centri commerciali o bivaccare sulle panchine delle piazze? Se fossimo al fanta-mercato
avrebbe offerte milionarie per queste persone. Se non riesce a capire questo, e
se pensa che l’unico modo per ottenere qualcosa con dei volontari sia usare il
pugno di ferro, allora si accomodi. Oltre a rovinare un gruppo che ha portato
lustro a Solbiate (missioni in Abruzzo e Finale Emilia, esercitazioni nazionali
e locali, interventi di una certa levatura anche sul territorio comunale), ne
renderà poi conto a chi la dovrà sostenere alle prossime elezioni. In bocca al
lupo.
Roberto Viganò
martedì 13 agosto 2013
Comunicato Stampa
Comune di Solbiate Olona - Varese -
COMUNICATO STAMPA
(Emesso il 12 agosto 2013)
E’ giunta notizia che alcuni
membri della Protezione Civile comunale, per protestare contro la revoca
dell’incarico al precedente coordinatore, abbiano in animo di attuare una
specie di sciopero bianco omettendo di fornire assistenza sulla sicurezza alle
varie associazioni sportive cittadine, così come già accaduto il giorno
11/08/2013 durante una gara ciclistica.
A parte l’omissione di un preciso dovere
statuale, trovo ridicolo che dei volontari facciano uno sciopero bianco:
un volontario se non è d’accordo su qualcosa riguardante la sua missione smette
semplicemente di fare il volontario.
L’istituto dello sciopero
lasciamolo a quei poveretti che devono difendere il proprio posto di lavoro.
Comunque, prendo atto di
quanto accaduto e mentre plaudo quei volontari che hanno anteposto il bene
della comunità alle sterili polemiche, colgo che anche nella Protezione Civile
solbiatese si impone un risanamento perché salvo alcune eccezioni essa è diventata
una sorta di repubblica indipendente.
Voglio sottolineare che la
Protezione Civile solbiatese fa capo all’Amministrazione Comunale ed opera
esclusivamente al servizio della comunità e quindi dei cittadini, confermando
che il nostro obiettivo è rispettare e far rispettare ciò che la legge
prescrive.
Rassegna Stampa del 12 agosto 2013
Dal sito de L'Informazione, ma anche su "Varesenews" e su altri giornali locali.
| SI RIACCENDE LA POLEMICA DOPO LA GARA CICLISTICA | |
| Il Sindaco Luigi Melis replica alla Protezione Civile: “Ridicolo lo sciopero bianco” | |
SOLBIATE OLONA – Il Sindaco Luigi Melis replica ad alcuni volontari della Protezione Civile che nelle scorse settimane avevano dato il via allo “sciopero bianco”, manifestando apertamente l’intenzione di non partecipare più a eventi comunali (feste, sagre, processioni e manifestazioni sportive). A far esplodere la rivolta, era stata la decisione di Melis di revocare l’incarico al coordinatore del gruppo ProCiv, Roberto Viganò.
Ora, il Primo Cittadino, esprime così il suo disappunto verso l’atteggiamento dei volontari: “È giunta notizia che alcuni membri della Protezione Civile comunale, per protestare contro la revoca dell’incarico al precedente coordinatore, abbiano in animo di attuare una specie di sciopero bianco omettendo di fornire assistenza sulla sicurezza alle varie associazioni sportive cittadine, così come già accaduto ieri, domenica 11 agosto, durante una gara ciclistica.
A parte l’omissione di un preciso dovere statuale – afferma il Sindaco - trovo ridicolo che dei volontari attuino uno sciopero bianco: un volontario se non è d’accordo su qualcosa riguardante la sua missione smette semplicemente di fare il volontario. L’istituto dello sciopero lasciamolo a quei poveretti che devono difendere il proprio posto di lavoro. La Protezione Civile solbiatese - sottolinea - fa capo all’Amministrazione Comunale ed opera esclusivamente al servizio della comunità e quindi dei cittadini, confermando che il nostro obiettivo è rispettare e far rispettare ciò che la legge prescrive”.
Viganò, rimosso dal suo incarico a fine giugno, nel blog della ProCiv aveva spiegato la sua versione dei fatti attribuendo all'Amministrazione Comunale "continue ingerenze di carattere gestionale e politico sul Gruppo di Protezione Civile".
Il Sindaco ribadisce ora di voler chiudere la questione: “Prendo atto di quanto accaduto e mentre plaudo quei volontari che hanno anteposto il bene della comunità alle sterili polemiche, colgo che anche nella Protezione Civile solbiatese si impone un risanamento perché salvo alcune eccezioni essa è diventata una sorta di repubblica indipendente”.
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martedì 9 luglio 2013
COMUNICATO UFFICIALE
A seguito della riunione tenutasi il giorno 8 Luglio 2013 il gruppo di Protezione Civile di Solbiate Olona, mosso dal profondo senso di responsabilità nei confronti dei cittadini solbiatesi, delibera che dalla data odierna (9 Luglio 2013) svolgerà esclusivamente attività di Protezione Civile in situazioni di emergenza e attività addestrative (esercitazioni interne, provinciali e nazionali) così come descritte nel decreto legge n°16/2004 (Regione Lombardia) e relative leggi nazionali.
Si fa peraltro presente che la succitata legge regionale ridefinisce i compiti del Volontariato di Protezione Civile abrogando quanto specificato nello Statuto Interno in quanto antecedente e difforme alla legge stessa.
Il ViceCoordinatore:
Nardin Devis
I Volontari:
Albanese Lucia
Bertolaccini Adriano
Bologna Dennis
Bruschi Alessandro
Carabelli Aurelio
Castelli Lorenzo
Elzi Ambrogio
Fava Stefania
Formenti Fausto (conferma telefonica)
Galli Mattia (conferma telefonica)
Gatti Matteo
Graziani Luigi
Musarra Tubbi Calogero
Propato Silvano
Rezzonico Marisa
Santinon Yari
Toretti Patrizia
domenica 30 giugno 2013
Il concetto di Libertà
Ho scelto nella vita professionale di occuparmi di fauna
selvatica, perché sono animali a vita libera, perché vivono in spazi aperti, perché
non possono essere contenuti e né tantomeno messi al guinzaglio. Non mi sono
mai piaciuti i cani e i gatti costretti in appartamenti, all’uscita pianificata
per fare pipì. Se poi ci aggiungiamo che è decisione del proprietario castrarli
o sterilizzarli, senza che loro possano scegliere…
Ho scelto la fauna selvatica perché non è importante in
natura la salvezza del singolo, ma quella del gruppo. Perché il gruppo è in
grado di adattarsi all’ambiente in cui vive, competere con eventuali predatori
o associarsi per predare meglio e garantire la sopravvivenza della specie. Nell’ambiente
selvatico sopravvive il più forte o il più furbo, a secondo delle situazioni, ma
sicuramente quello che è importante è che ciò permette un miglioramento della
specie e l’adattamento all’ambiente. Invece con gli animali domestici, specie
quelli tenuti al guinzaglio, ci si ostina, e lo dico da veterinario, spesso a
terapie infinite, cure compassionevoli, che mantengono in vita soggetti che
vengono poi usati come riproduttori, finendo con avere dinastie con malattie
congenite già alla nascita.
Utilizzo questo spazio virtuale, molto seguito soprattutto
nelle ultime ore, per rispondere pubblicamente alla revoca del mio incarico da
parte del Sindaco, e augurare al gruppo di poter proseguire unito nelle
attività formative, collaborative e operative sul territorio sia comunale che
nazionale.
Voglio subito precisare che non scrivo come Coordinatore,
seppur ancora in carica per qualche ora, ma come Roberto Viganò, senza alcuna
divisa in questo momento, e senza paura di essere tacciato o censurato da
chicchessia. Spero che almeno la libertà di pensiero e di parola sia rimasta in
questo paese, anche se alcuni dubbi sono quanto mai leciti. Tengo inoltre a
precisare che il presente blog non è di natura istituzionale, ma rappresenta i
volontari di Protezione Civile.
Nel caso questo post dovesse subire censura, mi auguro che
la rete provveda fin d’ora a linkarlo su altri blog o su altri siti, per
conservarne traccia.
Oggi ho scritto diverse lettere a Sindaco, Assessori e Uffici
competenti (ovviamente tutte a protocollo), e che mi auguro vogliano avere la
pazienza di leggere.
Tutto ha inizio con la mia lettera a protocollo n. 4555 del 26 giugno, condivisa da tutti i volontari nella
serata del 24 giugno, in cui prendevo le difese dei “miei” volontari di fronte a continue ingerenze di carattere
gestionale e politico dell’Amministrazione Comunale sul Gruppo di Protezione
Civile che mi trovavo a coordinare.
E chi segue la situazione politica solbiatese sa bene a cosa
mi riferisco.
Oltre a ciò, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è
arrivata con l’ordine trasmesso via Assessore competente al mio Vice (una
telefonata diretta tra Sindaco e me avrebbe di certo avuto un esito differente)
di evitare che le persone iscritte al Gruppo comunale partecipassero alla
commemorazione del 190° anniversario del cotonificio, ledendo di fatto libertà
costituzionali.
Se da un lato posso in qualche modo comprendere il divieto
di partecipare a tale commemorazione in divisa, non essendo una pubblica
manifestazione e o un’attività connessa alla Protezione Civile, dall’altro non
posso certo rimanere in silenzio di fronte ad un atto autocratico che limita le
libertà dei miei volontari.
Tengo a sottolineare inoltre, ma non credo ce ne sia
bisogno, che definire i volontari come “miei”, non rappresenta certo
un’assunzione di definizione di proprietà privata, come invece più volte
ribadito dal Sindaco nella sua lettera (Prot.
n. 4621 del 28 giugno), ma indica un legame di affetto verso ragazzi di
tutte le età che lealmente si sono sempre adoperati per le attività di
Protezione Civile e con le quali ho condiviso esperienze, crescita e
formazione.
Il chiarimento espresso nella mia lettera era in merito alla
gestione dei volontari. Quando a suo
tempo ho ripreso l’incarico di Coordinatore, su richieste pressanti del Sindaco
e della Giunta, al fine di ricreare un gruppo attivo e collaborativo sul
territorio, ho da sempre fatto chiarezza sul poco tempo a disposizione a causa
del mio lavoro, e su un principio senza il quale non sarebbe nemmeno cominciata
la collaborazione: nessuna interferenza
tra parte politica e gestione dei volontari.
Tale concetto è stato man mano dimenticato fino ad arrivare
agli episodi sopra descritti.
Sono stato perfino accusato di “essere in assonanza con alcune parti politiche”. Sento ridere fin quassù…
Probabilmente il Sindaco soffre il fatto che qualcuno la
pensi come qualcun altro a questo mondo, a prescindere dallo schieramento
politico. Oppure è il solo fatto di avere un pensiero diverso dal suo a far sì
che una persona passi improvvisamente quella linea sottile che la trasforma in
compagno con cui seguire i corsi e gli esami di caccia, a nemico da destituire?
Mi sono chiesto anche se gli Assessori della Giunta sappiano
quello che è successo. Io ho scritto anche a loro, ma la risposta del Sindaco e
la revoca del mio incarico è stata talmente repentina (solo 2 giorni!! Nemmeno
agli attacchi delle minoranze le risposte sono arrivate con tale celerità!),
che non credo ci sia stato nemmeno il tempo di incontrarsi o perlomeno parlare
di questo problema. Sicuramente ciò non è avvenuto con l’Ass. De Simone (la mia
compagna, così anticipo quelli del “Movimento 5 Stelle” …), e ritengo che in
effetti è giusto che lei, in palese conflitto di interessi, ne rimanga fuori. Ma
chissà se gli altri condividono questa scelta e se si rendono conto di quanto
anti-popolare è “sparare” sulla Protezione Civile, soprattutto considerando
quanto possa essere impattante una notizia del genere anche a livello
mediatico.
Ma nonostante tutto ciò, in cui una persona normale dovrebbe
essere già più che inc…avolata (volevo scrivere altro, si capisce??), il
culmine dell’incazzatura (e qui ci vuole!) è arrivato ieri sera (sabato 29
giugno) dopo la gara dell’HandBike. A proposito, un grande saluto a tutti i
corridori a cui oggi avremmo dovuto dedicare un post vista la nostra
partecipazione insieme ai colleghi di Olgiate Olona e Marnate, ma che purtroppo
passano in secondo piano per beghe interne.
Dicevo … ieri sera, al termine della gara, avevo organizzato
una riunione straordinaria per un confronto interno tra volontari ed un saluto
di commiato da parte mia nei confronti del gruppo. A questa riunione si è
presentato anche il Sindaco (il quale non è stato assolutamente invitato dal
sottoscritto), in maniera a dir poco inopportuna.
Ma se da un lato ero deluso e arrabbiato per la situazione
imbarazzante e tesa che si era creata, allontanandomi immediatamente dalla sala
riunione, dall’altra sono rimasto estremamente commosso per l’unità dei
volontari di fronte a tale arroganza (e lo dico senza timore, tanto firmo io
qua sotto), i quali hanno preferito abbandonare la sede, chi immediatamente,
chi dopo aver giustamente detto la sua, per andare tutti insieme con una
ritrovata allegria alla Festa degli Alpini, lasciando il Sindaco da solo a
leggere lo Statuto interno (obsoleto e privo di fondamenti stante la recente
normativa nazionale, regionale e locale in materia di Protezione Civile) per
dimostrare la mia presunta incompetenza in materia di gestione del Gruppo.
Assurda e infelice, infine, la frase del Sindaco (“anche se ve ne andate tutti, io la Protezione
Civile la rifondo”) che rappresenta
un’offesa nei confronti di persone che hanno sempre dedicato gratuitamente il
loro tempo per attività di Protezione Civile e collaborato con
l’Amministrazione comunale, di fronte a questa partecipazione di solidarietà
nei miei confronti, che testimonia quanto le idee siano condivise all’interno
del Gruppo.
Chiudendo non posso che confermare quanto scritto dal
Sindaco nella lettera di revoca, e cioè che vivo “con sofferenza/insofferenza il
controllo politico sull’operato del Gruppo Comunale di Protezione Civile”
che invece rappresenta una struttura non solo al servizio della
cittadinanza solbiatese, ma come è stato in più di un’occasione dimostrato sul
campo, anche al servizio di popolazioni colpite da eventi calamitosi.
Detto ciò, mi adeguo alla volontà del Sindaco, formalizzando
in questi giorni anche lettera di dimissione da volontario di Protezione
Civile, non potendo garantire e condividere la partecipazione ad attività di
Protezione Civile di carattere politico.
Auguro ai volontari del gruppo di Solbiate Olona, di
rimanere uniti per salvaguardare quanto finora fatto, nella speranza che la
situazione possa tornare gestibile, e la Protezione Civile torni al “servizio del popolo”, che, caro
Sindaco, al momento non credo Lei rappresenti.
Roberto Viganò
Revocato l’incarico al Coordinatore del Gruppo Comunale di Protezione Civile di Solbiate Olona
Si comunica che con lettera a Prot. N. 4621 del 28 giugno
2013, il Sindaco revoca la nomina di
Coordinatore del Gruppo Comunale di Protezione Civile a Roberto Viganò a
partire dal 1° luglio 2013.
Come si evince dalla lettera del Sindaco, la motivazione
della revoca dell’incarico si sintetizza con il fatto di “vivere con sofferenza/insofferenza il controllo politico sull’operato
del Gruppo Comunale di Protezione Civile”.
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