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mercoledì 1 aprile 2015

Nota del 1° aprile

Mi scuso con i lettori per non aver firmato prima il post "Nuovo coordinatore e responsabilità", ma è stato chiaramente un lapsus.
Tutti i post in cui prendo una posizione ed in cui scrivo in prima persona sono stati firmati dal sottoscritto.
Se qualcuno si è fatto o si sta facendo qualche paranoia a scrivere commenti, o a contattare l'autore del post per eventuali rimostranze, ora sa a chi rivolgersi. E sapete anche come e dove trovarmi. 
Rinnovo inoltre la disponibilità già espressa nel post. Basta leggere e capirne i contenuti.

Roberto

PS: La medesima nota la ritrovate in fondo al precedente post.

sabato 21 marzo 2015

Nuovo Coordinatore e responsabilità

Benvenuti ai nuovi iscritti in Protezione Civile. Finalmente gente nuova, e credo anche in grado di lavorare bene.
Benvenuto anche al nuovo Coordinatore, Franco Marasco, che come previsto ha preso il posto del Coordinatore pro-tempore Carabelli.
Sapevamo da tempo che ci sarebbe stato questo passaggio di consegne, nonostante i tentennamenti di circostanza degli interessati, divisi tra mantenere dei buoni rapporti con i Mastrartisti e accettare l’invito del Sindaco.
Non metto in dubbio la scelta del Sig. Marasco di entrare in un gruppo di volontari per prestare servizio in caso di necessità. Critichiamo, a ragion di logica, e anche con il supporto del Movimento 5 Stelle, chi ha deciso di incaricarlo a gestire il delicato ruolo di coordinatore di un gruppo che, a tutti gli effetti, non esiste più.
Giustamente gli attivisti dei 5 Stelle hanno dichiarato sul loro blog che “La responsabilità della scelta della persona, che viene definita digiuna di qualsiasi esperienza formativa è unicamente ascrivibile al sindaco Melis per la scelta e all’interessato, che l’incarico lo ha accettato”. [Anche la punteggiatura è presa così com'è dal blog...]
Svolgere certi ruoli richiede conoscenza e professionalità, abnegazione e spirito di sacrificio. Il Coordinatore dovrà essere un leader e non un capo. Dovrà gestire i volontari e non comandarli, dovrà insegnare e non imporre, dovrà conoscerli e gestirli.
Consiglio la visione di questo video in cui Julio Velasco, allenatore e manager riconosciuto in tutto il mondo, riporta quali sono, secondo lui, le 5 caratteristiche che contraddistinguono un buon leader.
 
 
1.    Essere se stessi e non fingere di essere qualcuno altro: le persone se ne accorgono subito

2.    Essere autorevoli e non autoritari: studiare sempre, essere preparati su tutto ciò che riguarda il lavoro, anche i minimi particolari

3.    Essere giusti: nei confronti di ciascun membro della squadra è necessario essere e sembrare giusti in egual misura

4.    Osservare e saper controllare il regolare svolgimento del lavoro di gruppo in combinazione con la disponibilità nel fornire aiuto

5.    Coltivare i rapporti affettivi e il senso di appartenenza: interessarsi a problemi, interessi e vita dei membri della squadra
[È chiaro che consigliamo la visione di questo video anche al Sig. Sindaco in modo che possa imparare qualcosa, ed è altrettanto chiaro che consigliamo la visione di questo video anche ai suoi adepti, che forse si renderanno conto che non stanno seguendo un leader, ma semplicemente un capo].

C’è un’altra cosa che fa star male me e tutti gli ex-volontari che sono stati cacciati a calci dall’amministrazione Melis (e stavolta non accuso solo il Sindaco, ma anche tutti i fanfaroni che presi da soli dicono una cosa, e che poi seguono a testa bassa e a bocca chiusa il loro capo): vedere attrezzature e materiali trattati come se fossero di nessuno, senza badare alla minima manutenzione, e senza conoscerne nemmeno il loro corretto utilizzo è un delitto, oltre che una spesa per i cittadini.

Ci sono voluti anni di esperienza, corsi di formazione ed esercitazioni per utilizzare tutto quel ben di Dio presente nel magazzino, e non vorremmo che finisse nel breve periodo direttamente nella piazzola ecologica a causa di un errato uso.
Io, così come gli altri ex-volontari, ci mettiamo quindi a disposizione per spiegare e illustrare ai nuovi volontari come impiegare nella maniera corretta le attrezzature a diposizione, e come mantenerle efficienti in caso di emergenza.
Sta al nuovo Coordinatore, essere leader, e accettare il nostro aiuto. Sarebbe dimostrazione di coerenza con quanto va dicendo. Sarebbe anche dimostrazione che non è uno dei soliti burattini di cui ama contornarsi il Sindaco. Non è una sfida la mia, ci mancherebbe, ma un invito alla collaborazione. Solo così i nuovi volontari potranno rendersi conto che chi faceva parte del Gruppo di Protezione Civile, non era lì per fini politici o di interesse, ma esclusivamente perché credeva davvero in quello che stava facendo, divertendosi nel farlo.
Non chiedeteci però di iscriverci ora come ora a Solbiate. Noi eravamo già volontari, e siamo stati cacciati.

Roberto Viganò

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Nota del 01 aprile 2014: Mi scuso con i lettori per non essermi firmato prima, ma è stato chiaramente un lapsus. Tutti i post in cui prendo una posizione ed in cui scrivo in prima persona sono stati firmati dal sottoscritto. Se qualcuno si faceva qualche paranoia a scrivere commenti, o a contattare l'autore del post per eventuali rimostranze, ora sa a chi rivolgersi. E sapete anche come e dove trovarmi. Rinnovo inoltre la disponibilità già espressa nel post. Basta leggere e capirne i contenuti.

lunedì 2 marzo 2015

Professione e professionalità: la difficile comprensione del concetto di Servizio Eco-Sistemico.

Il progetto delle vasche di Solbiate è stato definito dal sindaco Melis “innovativo”. Ed in effetti il significato dato è pari pari alla definizione che si trova su Wikipedia: “L’innovazione è la dimensione applicativa di un’invenzione o di una scoperta. L’innovazione riguarda un processo o un prodotto che garantisce risultati o benefici maggiori apportando quindi un progresso sociale, anche se a volte non sempre (risultati o benefici) efficaci e migliorativi rispetto a ciò che va ad innovare”.

In pratica da un lato ha apportato un progresso sociale (la nascita di una pagina Facebook con oltre 700 iscritti pronti a discutere in modo costruttivo del progetto) e dall’altro, purtroppo, non ha portato e nemmeno porterà, risultati e benefici rispetto a ciò che voleva innovare.

Qualcun altro, molto sarcasticamente, ha richiamato la famosa battuta di Aldo, Giovanni e Giacomo: “Il mio falegname con 30.000 lire la faceva meglio!”. E come dargli torto!

Il Sindaco ha incaricato degli ingegneri per fare un progetto conforme alla normativa regionale. Tra l’altro professionisti che hanno avuto anche ruoli rilevanti in Legambiente, associazione deputata alla difesa del territorio e al miglioramento della qualità della vita.

Ma nonostante ciò l’obiettivo della parte tecnica, molto probabilmente su suggerimento di quella politica, è stato: “fare il minimo indispensabile”. Bhè, ci sono riusciti. Progetto minimal. Con tanto di approvazione di qualche scellerato di Legambiente, che purtroppo non è arrivato a pensare che le sue parole hanno un peso, e non indifferente, specie quando verranno strumentalizzate da Melis nei prossimi manifesti che verranno affissi per il paese. Chiunque, in fondo, con una minima dimestichezza nel saper far di conti, avrebbe potuto calcolare i volumi delle vasche in rapporto alle superfici del territorio, e mettere giù un bel progetto preliminare.

Per una volta non mi rivolgo a Melis e alla sua amministrazione, purtroppo per loro non capirebbero il tema che andrò a esporre.
Mi rivolgo invece agli ingegneri e a quelli di Legambiente che vedono tecnicamente positivo un vascone in cemento armato. Mi rivolgo a loro che perdono di vista il legame tra professione e professionalità.
Avete mai sentito parlare di Servizi Eco-Sistemici?? Avete mai sentito parlare di Biodiversità e Sviluppo sostenibile?  Avete mai sentito parlare di Resilienza del territorio e/o di una comunità? Se la risposta è no, suggerisco a quelli di Legambiente che valutano positivamente quel progetto di cambiare associazione e agli ingegneri qualche corso di formazione e di aggiornamento (che andrà tutto a loro vantaggio, anche dal punto di vista lavorativo, visto che la tendenza europea è questa).
Potrei mettervi decine di link su questi temi, ma è sufficiente metterne uno solo, quello del Ministero per la Tutela dell'Ambiente, che fissa gli obiettivi strategici per il 2020.
Carissimi, la salvaguardia dell’ambiente passa anche da questi concetti.


È chiaro che è facoltà di ciascuno non considerare questi aspetti, ma se lo si fa, si è anche coscienti di essere o ignoranti o menefreghisti. Un’associazione ambientalista deve mettere questi aspetti all’inizio della lista dei suoi obiettivi; uno studio di ingegneria deve essere all’avanguardia, altrimenti avrebbero dato l’incarico a qualche geometra neo-diplomato; un’amministrazione deve in primo luogo puntare alla qualità della vita non solo dei propri cittadini, ma dei figli dei propri cittadini. Purtroppo, però, quest’ultimi non sono mai considerati da chi amministra…, ahimè, conviene pensare a quelli che hanno diritto di voto!
Il prato del fondovalle, cari miei, fa già di suo un servizio eco-sistemico. Nella maniera più naturale possibile funge anche da vasca di laminazione, dove le acque in eccesso dell’Olona vanno a raccogliersi, per poi essere riassorbite dall’Olona e dalla falda, senza l’ausilio di pompe, di condotte, di energia, di progetti strampalati.
 
Mi piacerebbe sapere se gli ingegneri hanno calcolato il volume di acqua che quel prato, così com’è attualmente, è in grado di laminare. A dire la verità i tecnici hanno già risposto: “Inoltre, da quanto è emerso in risposta a una domanda precisa, la naturale funzione del prato del Ciclocross come area di spaglio era sconosciuta, al punto che si è prontamente ipotizzata la possibilità di aggiungere una paratia per lasciare comunque una via di fuga alla piena, altrimenti destinata a riversarsi a valle” (Fonte: www.ValleOlona.com). Questa la dice lunga sull’innovazione della progettazione.

Bastava informarsi, bastava leggere le relazioni dei geologi che hanno lavorato ai vecchi PRG, al nuovo PGT o semplicemente al Piano di Emergenza Comunale di Solbiate Olona. Oppure leggere il minimo indispensabile relativamente ai vincoli PAI (Piano di Assetto Idrogeologico del Bacino del Po). È tutto scritto lì, evidenziato e colorato.
Però è anche giusto sollevare dalle responsabilità i tecnici: come potevano conoscere queste cose se, per esempio, il Piano di Emergenza Comunale di Solbiate Olona, finanziato dalla Regione Lombardia, realizzato in collaborazione con Gorla Maggiore e consegnato nei primi mesi del 2013, non è mai stato presentato nemmeno ai cittadini???
Si sa, ogni incontro pubblico è rischioso, e sarebbe stato molto rischioso ai tempi presentare un Piano di emergenza scritto con quei cattivoni dell’ex-Protezione Civile, smantellata dal Melis…

Roberto Viganò

venerdì 28 novembre 2014

Cambio della guardia... a tempo determinato.

A distanza di nemmeno 6 mesi dall’incarico, il sig. Soddu lascia il ruolo di Coordinatore della Protezione Civile di Solbiate.Non sappiamo se per incongruenza con il suo ruolo all’interno di Croce Rossa (come avevamo già specificato qui), se per difficoltà di gestione del gruppo o se per problemi personali. Sta di fatto che il Sig. Soddu, nonostante tutte le belle parole scritte in uno dei suoi commenti in questo blog (che a questo punto possiamo tranquillamente definire “a vanvera”), ha mollato l’incarico.
Ricordiamo che il Sig. Soddu è entrato in Protezione Civile su esplicita richiesta del Sindaco, ben imboccato dal suo suggeritore (argomento tanto di moda in questo periodo). Peraltro più volte il sig. Soddu ha espressamente detto di essere estraneo alle vicende politiche solbiatesi, dichiarando di essere lì solo ed esclusivamente perché doveva un favore al burattinaio del Sindaco. Alla faccia del volontario!
Purtroppo lo scambio di favori sta diventando una prassi talmente consolidata, soprattutto a Solbiate, che quasi nessuno ormai si scandalizza, visto che quasi tutti ne sono invischiati in qualche modo, a partire proprio da quelli rimasti in divisa gialla.
Facciamo invece gli auguri di in bocca al lupo al nuovo Coordinatore: Emilio Carabelli. Peccato Emilio che anche tu sei a tempo determinato, e non per tua volontà, ma per volontà del Sindaco, che ha designato nel Sig. Franco Marasco il prossimo coordinatore.
Le motivazioni di questa scelta sono al momento abbastanza incomprensibili, considerando anche il fatto che il futuro coordinatore deve ancora superare il corso base, e non sembra abbia esperienze in materia di Protezione Civile.
D’altronde questo al Sindaco non interessa. Ha sciolto, smantellato e spedito a casa un gruppo e dei ragazzi che lavoravano con vero spirito di Protezione Civile solo per una sua ripicca: pensate che a una persona così interessi forse qualcosa di avere persone con competenze?? Anzi, meglio non averle certe competenze, altrimenti come si farebbe a giustificare l’uso degli uomini in divisa di Protezione Civile come giardinieri dei parchi?? Oppure come stradini?? Oppure come addetti alla salatura delle strade?? O ancora come addetti al traffico?
Meglio avere al ruolo di comando qualcuno che ubbidisca senza contestare, e che rimanga ignaro (per non dire ignorante) delle norme basilari in materia di Protezione Civile.
Il Sindaco risponderà che tutto è fatto per risparmiare soldi pubblici (ormai è diventata una cantilena). Benissimo, peccato che si dimentichi di dire ai volontari, che con onore prestano il proprio servizio a Solbiate, che se malauguratamente dovesse succedergli qualcosa in una di queste attività, l’assicurazione non li coprirebbe, in quanto attività non prevista. Il Sindaco è assicuratore, questa cosa la sa bene, infatti è impeccabile nell’evitare l'argomento.

venerdì 1 agosto 2014

Piove... sul bagnato...

Scrivo per me, per gli ex-volontari della ProCiv di Solbiate e per quei pochi solbiatesi che hanno ancora voglia di sentire un’altra campana per farsi un’idea più vicina alla realtà delle cose che accadono in paese.
Quelli che invece preferiscono indossare paraocchi per leggere solo i manifesti pubblicitari del Sindaco e tutti quelli che usano Solbiate esclusivamente come dormitorio e a cui non frega niente di nulla, è meglio che si fermino qui, che non si inoltrino in una lettura che potrebbe urtare la loro sensibilità, seppur sopita…

Partiamo dal nuovo Coordinatore. Finalmente il Sindaco ha nominato il Sig. Soddu (non chiedete a me chi sia) coordinatore del gruppo di Protezione Civile.
Questa persona è stata fortemente voluta dal Sindaco perché cercava un “coordinatore che fosse presente sul territorio e in ogni situazione di emergenza”.
Bene, martedì (29 luglio) anche i più distratti si sono accorti dell’emergenza maltempo che ha interessato Varese ed i conseguenti disagi causati dell’esondazione del fiume Olona. Queste situazioni sono rare: la Protezione Civile ha il dovere di attivarsi, operare e fornire supporto alla cittadinanza. Se poi è un gruppo nuovo che deve fare tutte queste cose, non addestrato a certe situazioni, la figura del Coordinatore diventa essenziale.
E invece dov’era il Coordinatore? Non c’era. Si stava riposando per il turno in Croce Rossa.
Queste testimonianze non arrivano da voci di popolo, ma direttamente dai volontari con i quali martedì sera mi sono fermato a fare quattro chiacchiere davanti alle sulla via Calvi. Ho raccolto il malcontento di alcuni di loro, ed ho semplicemente risposto che questa situazione se la sono cercata, e ora se la tengono.
Il vero problema è che il Coordinatore deve essere una persona formata ed in grado di dare indicazioni e di lavorare soprattutto sulla gestione di un gruppo. Ma il nuovo coordinatore non ha nemmeno il corso base, e quindi non è nemmeno operativo (così come molti dei volontari attualmente iscritti). Ne deriva che non può e non possono fare praticamente nulla.
Inoltre uno dei requisiti imposti dalle norme regionali in materia di Protezione Civile (Regolamento regionale 18 ottobre 2010 - n. 9) dichiara all’art. 6 che “Al fine di garantire l’effettiva disponibilità dei volontari iscritti all’albo, nei casi di emergenza, gli stessi devono dichiarare la propria operatività a favore di una sola organizzazione di volontariato di protezione civile”.
Oltre all’aspetto normativo, è anche un obbligo morale o etico (se così vogliamo dire) essere disponibili per una sola organizzazione di soccorso ed emergenza per poter far bene il proprio lavoro. Ciò comporta che il Sig. Soddu essendo coordinatore a Solbiate Olona, se lo vuole fare in maniera ineccepibile, non può contemporaneamente essere anche volontario in un’altra associazione di Protezione Civile quale è Croce Rossa.

Ma andiamo oltre. L’Olona esonda. Percorrere la strada che porta a Gorla diventa pericoloso e quindi il Sindaco decide di emettere un’ordinanza urgente di chiusura della Via Calvi. Le ordinanze possono essere emesse dal Sindaco (quale ufficiale di governo) in base all’art. 54 del TUEL. In caso di assenza del Sindaco possono essere firmate dal Vice-Sindaco. Solo nel caso di assenza di entrambi, previo avviso alla prefettura, può firmare un assessore o un consigliere delegato.
I casi sono possibili sono due: o il Sindaco è già partito per le sue lunghe ferie in Sardegna (e meno male che voleva gente presente sul territorio… bell’esempio!), il Vice-Sindaco è assente per altri motivi, e l’unico rimasto che può firmare è l’Assessore delegato (ma sarebbe bello vedere se effettivamente è stato fatto l’avviso al Prefetto), oppure il nostro garante della legalità, del rispetto delle norme, della trasparenza degli atti, come da sua abitudine, continua a infrangere anche le norme più banali, facendo firmare un atto in maniera illegittima. Magari non è colpa del Sindaco, magari è stato semplicemente consigliato male dal Segretario fact totum comunale!
So che questa è solo burocrazia e non incide più di tanto su quanto accaduto sul campo (tengo a precisare che l’ordinanza era doverosa vista la situazione di pericolo, e giustamente doveva essere fatta), ma questo dimostra ancora una volta il tipico modus operandi dell’amministrazione in ogni campo: si passa dalla superficialità nel fare ogni cosa, all’arroganza di considerare tutti come degli ignoranti e degli stupidi. Tanto nessuno si accorge di quello che fanno, tanto nessuno andrà mai a fargli causa per gli errori che fanno. Ed in effetti a Solbiate hanno trovato una buona clientela.

Chiudiamo con l’ultimo sassolino nella scarpa, che fa davvero male. La continua presenza della Protezione Civile di Gorla Maggiore presso l’ex-cotonificio e lungo la via Tobler, che tutti sanno essere sul territorio di Solbiate. Ragazzi di Gorla, vi voglio bene, ma cerchiamo di essere onesti e di parlare chiaro: se esiste un problema a Solbiate che un gruppo comunale da solo non può affrontare può rivolgersi, attraverso il coordinamento provinciale, ad altri comuni che intervengono in supporto. Ma se Gorla Maggiore continua ad operare in autonomia su territori che non sono di sua competenza, senza alcun passaggio formale, incorre anch’esso in errore. E siccome ormai è un’abitudine più che una situazione occasionale, si è andati un po’ oltre. E non ditemi che non è vero, più volte vi ho visto con i miei occhi, e mi sono pure fermato a parlare con voi facendovi notare questa cosa. Mi auguro che non accada mai nulla, altrimenti diventa difficoltoso per il vostro Sindaco spiegare la vostra presenza e l’impiego dei mezzi fuori dal territorio comunale. Fatevi furbi: organizzatevi con Solbiate, fate per lo meno una finta esercitazione, in cui poi operate solo voi, tanto a Solbiate potete contare solo su un paio di persone in grado di lavorare seriamente! È un consiglio.

Era un mio sogno la fusione dei gruppi della Valle Olona, e con altri coordinatori abbiamo lavorato per trovare un modo e delle proposte da proporre ai Sindaci. Purtroppo non abbiamo potuto portare a termine questo progetto, e nei momenti di difficoltà del gruppo di Solbiate gli altri cos’hanno fatto?? Anziché sbilanciarsi a difendere i propri colleghi, hanno preferito conquistare il territorio e accaparrarsi i volontari, come quando si smantella una squadra di calcio che retrocede. Bello spirito di solidarietà!
 
Roberto

sabato 5 aprile 2014

L'Aquila: 5 anni fa il terremoto. Solbiate c'era.

Cinque anni fa alle 3.32 tra il 5 e 6 aprile 2009 la città fu distrutta. Ci furono 309 morti.
Una città e un territorio in cui cittadini e istituzioni, ciascuno con i propri mezzi, lottano per non arrendersi e alimentare la speranza per una rinascita di una realtà ancora in ginocchio. Dopo 1.825 giorni, a cinque anni interi dal sisma che squarciò la notte seminando distruzione e causando morti, all'Aquila e negli altri 56 comuni del cratere si cerca di recuperare il tempo perduto.
Solbiate Olona partecipò alla gara di solidarietà che coinvolse tutta l’Italia.
Dapprima si partì in missione per portare generi di prima necessità a tutti coloro i quali erano stati costretti ad abbandonare le proprie case. Seguirono altre missioni pianificate tramite contatti diretti organizzati da Antonio Vispo con il Comune di San Demetrio ne Vestini: il Gruppo di Protezione Civile, insieme a quelli di altri comuni della Valle Olona, partì per collaborare direttamente alle attività di ricostruzione.
Alcuni volontari partirono anche con le missioni istituzionali organizzate dalla Provincia di Varese al campo di Monticchio.
Le missioni non terminarono qui, e anche nell’estate del 2010 alcuni volontari tornarono a San Demetrio per portare a termine altri lavori.
Ecco i volontari che presero parte alle attività: Albanese Lucia, Cadau Luciano, Colombo Antonio, Facco Marco, Formenti Fausto, Musarra Tubbi Calogero, Nardin Devis, Santinon Yari, Vispo Antonio, Zanirato Maurizio.

















domenica 16 marzo 2014

Qui sono permesse domande… e vi daremo anche risposte!!!

Mi sono accorto che non c’è limite al peggio, e quando si parla di amministrazione Melis, a quanto pare quello che abbiamo visto finora è solo il principio.

Venerdì 14 marzo era in programma un’Assemblea Pubblica, qualcosa di partecipato, in cui si immaginava che ai cittadini fosse consentito fare qualche domanda all’amministrazione uscente (e speriamo non rientrante…) per stimolarla a fare meglio o semplicemente a chiedere chiarezza su alcuni argomenti esposti.

E invece abbiamo tristemente assistito al solito sgrammaticato, fastidioso e noioso monologo del Sindaco.

Monologo che il Sindaco ha chiuso in bellezza affrettandosi a dire, nel momento in cui qualcuno ha voluto dire la sua, “non sono previste domande”. Frase che entrerà negli annali della vita politica solbiatese.

Oltre a questa memorabile frase conclusiva ci sono state altre espressioni teatrali degne di nota, tra cui l’ormai ridondante “quello che dico è tutto agli atti, invito i cittadini a prenderne visione”. Bene, prendiamo atto, soprattutto del fatto che da alcuni mesi l’albo pretorio on-line sul sito ufficiale del comune non permette più di accedere alle delibere e alle determine in archivio. E se controllate le delibere di giunta pubblicate vi renderete conto che non hanno una numerazione ordinata. Forse qualcuna si è persa nei meandri degli uffici?? O la si vuole tenere nascosta??

Se è così fiero del proprio operato e convinto che la sua sia stata la scelta migliore, perché non pubblica tutta la corrispondenza che ha avuto con il Prefetto a proposito dello scioglimento del Gruppo di Protezione Civile?? Certo, non è obbligato a farlo, ma se ha ragione rafforzerebbe solamente la sua posizione e toglierebbe i dubbi ai cittadini. Troppo comodo raccontare frottole ai giornalisti. Noi abbiamo pubblicato tutto sul nostro blog. Faccia altrettanto, magari utilizzando le bacheche comunali.

Lunedì sera in orario di ricevimento verrò a trovarla, gliela chiederò personalmente. Come le chiederò anche la risposta in merito ai chiarimenti relativi alle commissioni ecologia svolte dal 23 settembre 2013, a cui non ha mai voluto rispondere nemmeno di fronte a solleciti protocollati (questo invece è obbligato a farlo, come confermatomi anche dal segretario Comunale). Ci dica qualcosa sulla Ely, anche i cittadini vogliono sapere. Dov’è la trasparenza tanto decantata??

Altra frase da show-man del Sindaco è stata “io faccio parte del partito dei cittadini”. Può essere, ma secondo me mancava un aggettivo alla fine, un aggettivo importante che descrive correttamente chi sono i cittadini che rappresenta: i cittadini MUTI. Non mi sento di fare parte di questa categoria, quindi, caro Sindaco, tu non mi rappresenti proprio.

Si è visto bene chi fa parte del “Partito dei cittadini MUTI”, bastava osservare il nuovo gruppo della Voce Solbiatese: due statue di cera sul palco senza volontà/diritto di parola, una sfilza di persone dal bassissimo profilo carismatico a fare da claque, e l’atteggiamento sconvolto degli altri membri della giunta al termine della serata.

Mi dispiace dire e scrivere queste cose, perché avevo ed ho una grande stima di alcune persone che hanno fatto parte della vita amministrativa di questi ultimi 5 anni, ma non me la sento più di difenderli se preferiscono abbassare la testa al padrone e rendersi ridicoli come l’altra sera. Ognuno fa le scelte che ritiene più opportune, ed è quindi responsabile di stesso.

Il Sindaco ha chiaramente evidenziato solo le cose belle della sua amministrazione, raccontando anche una serie di bugie, limitandosi a descrivere le mezze verità, che guarda caso vanno a suo favore, dimenticandosi casualmente di analizzare tutti i dati, anche quelli di cui andare certamente meno orgogliosi (tra l’altro già riportati e resi pubblici su VareseNews e su altri blog solbiatesi - qui e qui). Forse il Sindaco pensa che la gente oltre ad essere muta è anche cieca?? È questo il suo elettorato??

L’amministrazione ha dimostrato di aver avuto letteralmente paura di un confronto. Ma questo è positivo. Lo so, sono un’insanabile ottimista, ma se il Sindaco ha avuto paura di un confronto è perché si è reso conto che non è in grado di gestire delle persone assennate che non credono alle sue balle, che si informano prima di parlare, che sono capaci di metterlo in crisi.

Nonostante tutta la claque che si è portato per riempire la sala si è visto che c’era anche tanta gente che non la pensa assolutamente come lui. Vuol dire che Solbiate è ancora viva e non è vestita a lutto. E allora facciamo rinascere questo paese!!!

Sul volantino, come obiettivi raggiunti, si dice che “la Protezione Civile è stata rinnovata nei quadri”.

Ora, dopo la cura Melis, il gruppo è composto da 8/9 persone, prima da 22. Ora l’età media è 61 anni, prima 45. Ora i volontari operativi sono 4, la cui età media è 65 anni, prima gli operativi erano 20, la cui età media era 42 anni. Ora i volontari operativi dispongono solo del corso base. Prima i volontari operativi avevano a curriculum oltre al corso base, corsi specifici su: uso motoseghe, lavori su corde, tecniche speleo, disinfestazione vespe-calabroni, guida fuoristrada, gestione del gruppo, allestimento campo base e innumerevoli esercitazioni alle spalle.

Se questo è un obiettivo raggiunto, non oso immaginare gli altri.

Per dovere di cronaca inoltre riportiamo la risposta che il Sindaco ha fatto pervenire ad Antonio Vispo, per evitare di accettarlo nel gruppo. No comment.

 
Roberto Viganò